Il cloud non è una nuvola eterea e passeggera ma una realtà fisica diventata normalità. Senza il cloud computing non ci sarebbe stato il boom dei dispositivi mobili e delle loro applicazioni. Il cloud è alla base dei Big Data e del ruolo assunto oggi dai dati nel determinare la vita reale di miliardi di cittadini del mondo e delle aziende. I dati sono diventati la cosa più importante, dureranno più dei sistemi su cui viaggiano e continueranno a viaggiare. Per questo vanno protetti, oggi e soprattutto domani. 

La nuvola è una metafora usata in opere teatrali, poemi, canzoni e novelle, ma oggi la associamo più facilmente al Cloud Computing e alla sua infrastruttura fatta di grandi magazzini riempiti da migliaia e migliaia di server, sempre attivi, collegati a potenti generatori e sistemi di raffreddamento per garantire la loro piena funzionalità nel tempo. In termini di metafora il Cloud è oggi associato all’archiviazione di dati e informazioni, ma serve anche a descrivere la rete Internet che avvolge la Terra, composta da milioni di nodi e piattaforme che trovano la loro perfetta rappresentazione in una mappa reticolare assimilabile a un insieme di nuvole (ad esempio cirrocumuli o nubi a pecorelle). Introdotto come prodotto forse per la prima volta da Amazon con il servizio Elastic Cloud Compute (EC2), oggi Cloud è fondamentalmente una parola marketing, un termine ricco di significati, facile alle analogie, perfetto per strutturare racconti e narrazioni dell’era tecnologica che stiamo vivendo. 

Il passaggio a infrastrutture di tipo Cloud computing implica nuove opportunità e nuove sfide, in primo luogo sulla sicurezza di asset importanti come i dati aziendali. Benché gli strumenti e i metodi preposti alla sicurezza del cloud non siano molto differenti da quelli comunemente usati, è legittimo porsi domande sulla sicurezza degli ambienti cloud, in particolare se e quando i dati aziendali sono memorizzati in componenti hardware di cui non si sa con precisione dove siano collocati e gestiti. Componenti solitamente alloggiati in Data Center affidati a persone esperte che dovrebbero garantirne sicurezza, protezione e disponibilità, nel rispetto di policy adeguate e l’implementazione di tecnologie appropriate. In teoria ciò rende il cloud un ambiente informatico più sicuro di quelli convenzionali. Ma solo se sono stati adottati gli strumenti adeguati, implementate le soluzioni e le applicazioni necessarie, e adottate policy pensate principalmente con l’obiettivo di proteggere privacy, dati sensibili e sicurezza. 

La Nuvola computazionale, oggi principalmente mobile e fatta di innumerevoli dati, è anch’essa diventata una consuetudine trasformatasi in normalità. E’ diventata prassi comune per singoli individui così come per aziende e organizzazioni affidarsi e affidare al Cloud parte o tutte le risorse informatiche, i dati personali e aziendali, le informazioni e le conoscenze che da essi sono generate. La consuetudine aziendale interessa sia le componenti hardware (Hardware as a Service) sia quelle software (Software as a Service), spesso per semplici motivi di convenienza o per facilitare l’ingresso in azienda di tecnologie innovative, necessarie per sostenere nuovi modelli di business e strategie. 

Sul cloud sono oggi collocate numerose tipologie di applicazioni e servizi. Nel segmento Mobile ad esempio vengono proposti servizi opex (OPerating EXpense, spesa operativa) in grado di soddisfare reali esigenze aziendali emergenti. Il Mobile Fleet Management, racchiude nei suoi pacchetti tutto ciò che serve per “noleggiare” l’hardware, configurarlo, assisterlo durante il ciclo del contratto. Tutto è racchiuso in un canone mese, tutto controllabile, tutto pianificabile. Fino a oggi, è rimasto fuori dalla tipologia di contratto Fleet la possibilità di offrire in modo pay per use, quindi opex la licenza del Unified EndPoint Manager (MDM/MCM/MAM/MTD), ma ci sono realtà come CleverMobile attrezzate per veicolare sul canale di distribuzione soluzioni come PayAsYouGo di BlackBerry, una soluzione la cui adozione e implementazione presenta numerosi vantaggi e punti di forza. Ad esempio investimenti iniziali minimi, risparmi tangibili, si paga ciò che si usa e quando lo si usa, maggiore libertà per lo staff IT, rapidità di erogazione dei servizi, affidabilità e continuità del servizio. 

CleverMobile e la sua rete di Partner sono interlocutori validi anche per sostenere strategie Cloud aziendali garantendo la massima sicurezza, prevenzione e protezione contro malware e potenziali attacchi cybercriminali. Affidarsi a infrastrutture in Cloud Computing implica la capacità di scegliere i service provider dotati di risorse, infrastrutture e servizi adeguati alle esigenze aziendali ma anche partner in grado di offrire livelli elevati di competenza ed esperienza nell’erogazione di servizi professionali affidabili e capaci di garantire la massima sicurezza.  

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