Come abitudine, ogni inizio anno la Rete si riempie di previsioni, più o meno azzardate, sulle tendenze emergenti nel mercato tecnologico e non solo. La prassi è stata rispettata anche per il 2019 ma con alcune novità. Si nota una certa stanchezza previsionale ed emerge una preoccupazione latente legata alla percezione che il nuovo anno potrebbe presentare alcune novità, non necessariamente legate a nuove tecnologie, soluzioni o piattaforme.

Fuochi d’artificio e promesse 

Il 2019 si presenta sulla carta senza fuochi d’artifizio o promesse roboanti. Secondo alcuni è un anno che si prepara a essere introverso, timido, poco esuberante, almeno se confrontato con gli scintillanti anni del decennio passato. Anni che hanno visto l’arrivo dell’iPhone e dell’iPad, la trasformazione del personal computer, l’affermarsi del cloud computing, delle Realtà Virtuali, dell’Intelligenza artificiale e molto altro ancora. Proprio la mancanza di grandi novità, come testimoniato dalle molte previsioni pubblicate online, rischia di trasformare il 2019 tecnologico in un anno sorprendente ed eccitante, un anno da ricordare. Non tanto per nuove tecnologie, soluzioni e prodotti che pure arriveranno e si affermeranno, ma per cambiamenti più profondi che potrebbero emergere nella società e alimentare comportamenti, modi di pensare e azioni diverse dal passato. 

Le nuove tecnologie che riempiranno le narrazioni mediali 2019 si paleseranno nella forma di servizi 5G, di display avvolgibili e ripiegabili, di dispositivi e macchine dotate di intelligenza artificiale, di assistenti personali e robot di casa capaci di parlare e interagire con gli umani con linguaggi naturali, di nuovi servizi e soluzioni di Cloud Computing, ecc. ecc. Tutte tecnologie di cui si è parlato per tutto il 2018 e che potrebbero affermarsi nel corso del 2019. Le vere novità emergeranno invece dalla realtà sociale, economica, politica e culturale che caratterizzeranno il nuovo anno. 

Nuove tecnologie e loro evoluzione 

La prima novità tecnologica sarà, dopo tanti anni di anticipazioni e narrazioni, l’arrivo di nuovi smartphone con display ripiegabili e avvolgibili ma anche dotati di connessioni/modem 5G. Numerosi produttori hanno già annunciato nuovi prodotti e altri lo faranno nel corso dell’anno, anche se le due tecnologie non sono destinate ad apparire insieme negli stessi prodotti che verranno rilasciati. C’è da scommettere che la priorità venga data ai nuovi display, tanto grande è la necessità dei produttori, in particolare di Apple, di attivare nuovi e più numerosi aggiornamenti tecnologici da parte dei loro clienti. Un display innovativo è sicuramente in grado di creare nuove motivazioni all’acquisto da parte di consumatori a digiuno da tempo di novità vere in ambito smartphone. Novità fisiche capaci di attivare nuove emozioni e sensibilità, utilizzi e destinazione d’uso. 

Senza rappresentare una novità, il 2019 vedrà l’aumento dell’offerta di servizi in streaming con un’offerta crescente sia in termini di fornitori sia di tipologia di contenuti. Servizi resi disponibili e fruibili da tecnologie come il cloud computing e il Mobile che hanno trasformato lo smartphone in strumento per eccellenza di personal computing, di intrattenimento e di gioco.  Tecnologie pervasive che garantiscono interfacce visuali, performance ed esperienze utente capaci di motivare anche l’utente più restio a lasciarsi folgorare dalle novità tecnologiche.

Per le aziende la novità interesserà il Cloud Computing, sempre più ibridato tra pubblico e privato e con soluzioni e fornitori diversi a seconda dei bisogni da soddisfare e i contesti. La flessibilità e la diversità degli ambienti Cloud sono rese possibili dalla accresciuta affidabilità delle piattaforme e delle soluzioni disponibili, dalle prestazioni elevate e dalla maggiore sicurezza offerta. Il tutto anche grazie ai nuovi ambienti di sviluppo software DevOps e ad architetture applicative basate sui “container” che hanno permesso di ripensare il modo con cui il software viene scritto e implementato ma anche di garantire un’elevata interoperabilità tra sistemi cloud differenti. 

Il 2018 ha visto l’arrivo della normativa europea nota come GDPR che ha introdotto norme più severe sul rispetto della privacy a cui tutti coloro che operano in Europa sono stati chiamati ad adeguarsi. Il 2019 si caratterizzerà per una maggiore attenzione al tema della riservatezza dei dati e per una maggiore consapevolezza su come i dati personali vengono raccolti, analizzati e utilizzati e su quanto questo uso stia limitando la libertà di scelta e decisionale individuale. Principalmente per il ruolo monopolistico sempre più evidente delle grandi aziende tecnologiche: Google, Facebook, Amazon, Apple ma anche Microsoft, IBM e le aziende cinesi. 

Libertà di scelta, diritto alla privacy non dovranno essere semplicemente regolamentati e garantiti da interventi legislativi come quelli del GDPR. Troveranno manifestazione anche nella maggiore capacità delle tecnologie (Mobile, Cloud, Wearable, ecc.) di comprendere meglio i  contesti nei quali sono utilizzate per personalizzare sempre meglio e in modo efficiente l’offerta di funzionalità e servizi. Il rispetto della privacy e la ricerca della personalizzazione troveranno una soluzione nell’impiego di intelligenza artificiale, nella forma di componenti software e nuove tipologie di componenti hardware di base che, direttamente sul dispositivo personale, saranno in grado di garantire un’elevata personalizzazione senza alcuna necessità di condividere, ad esempio sul cloud, i dati serviti per proporla. 

Il 2019 sarà anche l’anno della diffusione massiccia di macchine intelligenti e robot. Le tecnologie hardware e software abilitanti sono mature per il salto a una nuova fase che introdurrà elementi di automazione in ogni ambito di vita sociale e lavorativa. Con numerose implementazioni pratiche e una proposizione ricca e variegata proveniente da diversi produttori occidentali e asiatici così come da una miriade di startup. L’automazione, unitamente all’intelligenza artificiale e alle machine dotate di linguaggio naturale, entrerà nelle case private nella forma di assistenti personali, nelle organizzazioni e nelle aziende nella forma di robot e macchine intelligenti capaci di apprendere.

Infine, la pervasività, la crescente economicità, la maggiore capacità prestazionale e la sicurezza degli ambienti di Cloud Computing potrebbe portare a una vera e propria rivoluzione: la sparizione dei sistemi operativi sostituiti da un’unica piattaforma software basata sul cloud e in grado di offrire le funzionalità attuali di un sistema operativo in forma di servizi. Sembra una fantasia ma è una realtà in fase di formazione ed emergenza. Già oggi per molti utenti la piattaforma di sistema operativo sottostante alle APP usate (indipendenti dai sistemi operativi delle piattaforme che le ospitano) è assolutamente trasparente così come trasparenti sono le molteplici funzionalità che permettono di operare online per attività diverse, comprese quelle di personal computing, un tempo associate solo ai Personal Computer. Nelle aziende poi anni di virtualizzazione del desktop/client (VMWare, Citrix, ecc.)  ha di fatto reso impercettibile il ruolo e la funzione del sistema operativo di ogni dispositivo.

Le vere novità del 2019

Le vere novità del 2019 tecnologico verranno però da cambiamenti già in atto e che si manifesteranno nella loro forza durante il nuovo anno. Cambiamenti che interessano il modo con cui le persone guarderanno e interagiranno con la tecnologia. Cambiamenti che andranno ben oltre le tecnologie di cui parliamo costantemente e che rivoluzioneranno la vita individuale in ambiti diversi quali la mobilità, la sanità, il lavoro, le istituzioni, la medicina e molto altro.

Il 2018 ha marcato l’insorgere della crisi di un modello, quello della Silicon Valley e della sua pretesa di dominare il mondo. Il caso Cambridge Analytica che ha messo in serie difficoltà Facebook ha elevato alla potenza massima il problema della privacy e della riservatezza dei dati. Un problema la cui percezione è in costante aumento e fonte di una riflessione critica sul ruolo che la tecnologia ha assunto nella vita di molte persone. L’abbandono o il minore impegno nei social network sono esempi chiari di una maggiore consapevolezza e di nuovi comportamenti diffusi che indicano da un lato la pervasività della tecnologia e dall’altro l’emergere di un nuovo sentiment che potrebbe determinare nuovi stili di vita.

Le difficoltà borsistiche di Apple di fine anno sembrano anch’esse segnalare la crisi di un modello, quello di Apple costruito sull’elevato profitto e sui prezzi premium dei prodotti con il marchio della Mela. I consumatori, sicuramente per le mutate condizioni economiche, non sembrano più disposti a pagare un prezzo elevato per prodotti le cui tecnologie sono acquistabili in prodotti diversi e a minore prezzo. Ma neppure a procedere ad aggiornamenti continui per dispositivi che possono durare ben più del tempo suggerito dalle narrazioni marketing dei Brand di riferimento.

La maggiore attenzione al ruolo delle aziende tecnologiche porterà a valutare con maggiore consapevolezza i cambiamenti che le nuove tecnologie determineranno, particolare nel mercato del lavoro. Automazione e intelligenza artificiale hanno raggiunto livelli di maturità tale da cambiare radicalmente e rapidamente gli scenari lavorativi di tante persone. La vera sorpresa sarà per il mercato dei lavori cognitivi. L’automazione delle attività routinarie eliminerà posti di lavoro ma creerà anche maggiori opportunità per l’espressione e l’impiego di nuovi talenti.

L’emergere del deepfaking infine aggiungerà altra benzina sul fuoco delle false notizie e dei social come veicolo per la loro diffusione. A oggi nulla lascia credere che possa emergere nella società una maggiore consapevolezza dell’uso manipolatorio dei media tecnologici ma il 2019 sarà un anno sorprendente anche su questo fronte. Nessun cinguettio, post di Facebook (Salvini negli ultimi tempi è passato da 16milioni di visualizzazioni a otto milioni) o video YouTube riuscirà a eliminare i bisogni che nascono dalle condizioni reali delle persone e che reclamano con voce sempre più alta una soddisfazione ben diversa da quella di un Mi Piace.