Come ogni anno e sempre più in anticipo, la Rete si popola di analisi e narrazioni sui trend emergenti. Alcune tendenza cambiano e vengono sostituite di anno in anno, alcune, poche si confermano, si consolidano e continuano ad agire come elementi di forte attrazione. Ad esempio la tendenza alla trasformazione digitale in azienda.

La trasformazione digitale in azienda è un viaggio, lungo, a volte travagliato e periglioso, intrapreso da un numero crescente di aziende motivate a reinventare sé stesse e a trarre il massimo dei benefici dalle nuove tecnologie. E’ un viaggio che dura da alcuni anni, anche perché le mete e le destinazioni non sono mai definite una volta per sempre. La tecnologia va veloce e obbliga a cambiare spesso itinerari, mezzi di trasporto, territori da esplorare e conoscere, linguaggi da utilizzare, interlocutori e compagni di viaggio. 

In viaggio verso la trasformazione digitale alcuni ne hanno scoperto la difficoltà e le sfide ad essa associate, altri hanno usato queste difficoltà per acculturarsi e apprendere come affrontarla e quali errori evitare, quasi tutti hanno compreso che il viaggio è più lungo di quanto previsto, soprattutto se si vuole implementare la trasformazione digitale in modo strategico, su ampia scala e in modo da garantirne la sua sostenibilità futura. Conoscenza, apprendimento, acculturamento sono elementi essenziali per il successo di una trasformazione che nasce da vere e proprie rivoluzioni e cambi di paradigma che obbligano a cambiare mindset, approcci, modelli di business e visione del mondo (organizzazione, mercato, logistica, produzione, distribuzione, gestione del personale, marketing e comunicazione). In questo senso a determinare il successo di molte trasformazioni digitali in azienda sono le persone, sia quelle coinvolte nel realizzarla sia quelle che ne diventano attori e utilizzatori. Sono le persone, soprattutto nelle grandi aziende, a fare da volano al passaggio da ambienti organizzativi e lavorativi tradizionali ai nuovi, a rendere possibile l’introduzione di nuove tecnologie, piattaforme, infrastrutture ma soprattutto a far crescere la cultura che serve per cambiare i modelli di business e rimanere competitivi sul mercato. 

Molte indagini di mercato evidenziano che quasi nessuna azienda è rimasta passiva di fronte alle sirene della trasformazione digitale. Alcune si sono limitate a ripensare le funzioni del marketing e del customer service. Altre hanno toccato la logistica e altri ambiti di core business aziendale, tutti hanno maturato le motivazioni che ora, e sicuramente nel 2019, serviranno per completare, implementare o riprogettare ambiti di trasformazione digitale in azienda. 

Le motivazioni su cui lavorare sono chiare come la necessità di aumentare produttività, fatturato e profitto grazie a canali, modelli e piattaforme digitali o l’urgenza di non rimanere indietro rispetto ai diretti concorrenti e su mercati digitali che, proprio perché tali, potrebbero vedere emergere all’improvviso nuove aziende e startup che si affermano per avere implementato per tempo e in modo efficace processi e progetti di trasformazione digitale. Aziende in grado di trarre vantaggio dai trend emergenti e di accaparrarsi nuove fette di un mercato dato in crescita esponenziale.  

Competere con successo obbliga a fare i conti con i ritardi e gli errori del passato, sia nell’allocazione dei budget necessari sia nelle modalità adottate di implementazione. 

Superati i ritardi e vinte le resistenze, compresi gli errori e dotate di nuova cultura digitale, le aziende e le organizzazioni possono oggi affrontare il 2019 con maggiore tranquillità. Un modo per farlo è anche quello di informarsi su quali sono, in ambito di trasformazione digitale, i principali trend emergenti. Ad esempio leggendo articoli interessanti online come quello pubblicato dalla rivista ZDnet e scritto da Dion Hinchcliffe, che elenca quelle che sono alcune tendenze in atto e sulle quali bisognerebbe concentrare l’attenzione. 

Tra queste tendenze ci sono: 

  • Il ruolo dell’amministratore delegato, più importante di quello del CIO, nel guidare e sostenere la trasformazione digitale, nel trovare le risorse necessarie e rafforzare le motivazioni che servono per cambiare persone, cultura aziendale e organizzativa, organizzazione e modelli di business. 
  • L’importanza della formazione nel definire non soltanto una nuova cultura ma soprattutto nuovi skill e competenze. L’obiettivo non è solo di avere persone abilitate a contribuire alla trasformazione digitale ma anche a fornire quello che serve per farlo, in termini di mindset, inclinazione, capacità umane, talento, skill e cultura
  • L'integrazione maggiore delle iniziative digitali. E’ necessario superare gli errori del passato, spesso generati da tentativi e implementazioni parziali e non integrate
  • La gestione in modo proattivo delle nuove normative emergenti come il GDPR, nate per regolare i mercati digitali. Normative che, come quelle del GDPR,  sono state ignorate da molte aziende ma che sono ineludibili e suggeriscono la loro adozione motivata in modo da poterne trarre i benefici derivanti da utenti e clienti più soddisfatti.
  • Comunicare meglio le iniziative in corso evitando comunicazioni top-down, broadcasting, ma coinvolgendo per tempo e nel tempo tutti i potenziali interlocutori
  • La predisposizione di ambiti di trasformazione digitale scalabili e sostenibili
  • La gestione dei dati strategica evitando frammentazione, inconsistenza e duplicazione tipica di organizzazioni ancora divise in silos e operanti secondo una cultura aziendale e organizzativa tradizionale
  • La maggiore attenzione ai budget di spesa del dipartimento IT in modo da individuare quanto serve per nuovi investimenti
  • L'aggiornamento delle strategie di Cloud Computing in azienda
  • Migliorare l’esperienza utente
  • Predisporsi all’adozione di nuove tecnologiche, comprese quelle note come disruptive. Ad esempio 5G, Intelligenza Artificiale, automazione, ecc.
  • Focalizzare maggiore attenzione sulle applicazioni di BI e analytics 

L’elenco sopra stilato evidenzia priorità che valgono per ogni tipologia di azienda e che dovrebbero trovare implementazione concreta per evitare gap competitivi che potrebbero incidere negativamente su fatturati e profitti. Prepararsi a superare questi gap significa iniziare fin da ora (2018) a ragionare sui budget di spesa necessari e a definirne le destinazione d’uso e le priorità. 

*Per chi volesse saperne di più può leggere per intero l’articolo da cui sono stati tratti gli spunti per questo testo