Nel corso del semestre che si sta concludendo siamo stati protagonisti, insieme ad alcuni nostri vendor, di importanti eventi, con clienti di alto livello e partner d'eccezione. Il racconto del nostro direttore sales e marketing Antonio Serra.

Mi hanno sempre detto: “se vuoi conoscere le persone devi starci in mezzo”. Se vuoi conoscere com’è fatta la gente devi andare nei paesi, nei quartieri delle città, devi andare nei suoi mercati, nelle sue sagre, devi sentire i loro profumi, le voci, devi farti contaminare. Devi parlarci, devi fare domande e attendere le risposte. Devi farti fare domande e non glissare con le risposte. Questo insegnamento lo metto in atto ogni volta che posso, professionalmente e privatamente.

La prima parte di questo anno lavorativo si sta concludendo, CleverMobile è riuscita a tenere la barra dritta centrando l’obiettivo del quarter e del semestre. Così come direbbero gli esperti “abbiamo over performato” …che brutto termine. Comunque si, siamo avanti del 10% secondo quelle che erano le nostre previsioni (già sfidanti). In questi mesi abbiamo lavorato con passione, siamo stati in molte città italiane e ogni volta scopro quanto siano belle, bellissime. Abbiamo incontrato molte aziende partner, potenziali partner ed end user. Ma soprattutto abbiamo incontrato persone. Il nostro format “Power Breakfast” l’abbiamo portato da nord a sud dello stivale proprio perché volevamo incontrare le aziende, gli utilizzatori o potenziali tali, delle soluzioni mobili da noi distribuite.

Così, in partnership con il system integrator di riferimento e con i nostri vendor sono state scelte le città, le location, le date, abbiamo invitato le aziende e per quattro ore siamo stati con loro. Sono state abolite le slide (in realtà non proprio, ma erano pochissime), perché volevamo interagire, parlare con i partecipanti. Abbiamo cercato di trasferire loro come il mondo del mobile si stia evolvendo rapidamente, IoT e Mobile si stanno integrando sempre più, generando quel paradigma chiamato Enterprise of Things. Quando arriverà il 5G le differenze e la velocità pervasiva aumenteranno a dismisura. Abbiamo cercato di raccontare come le grandi organizzazioni sezionino sempre più l’infrastruttura, permettendo un controllo granulare per una sicurezza maggiore. Li abbiamo provocati dicendo che il device mobile (#NonChiamateliTelefonini) è una protesi, una sinapsi, un punto di incontro tra corpo, cervello, anima e tecnologia. Qualcuno ha riso, altri un po’ meno, ma tutti erano d’accordo sul fatto che l’oggetto fa parte della nostra vita privata e professionale e per questo va gestito e messo in sicurezza, non può essere lasciato fuori dalla considerazione aziendale come fosse uno strumento minore…"tanto gestiamo solo la posta". Abbiamo sperimentato, toccato con mano, quanto siamo fragili e quanti danni possiamo subire a causa di ciò, ma quanto possiamo essere robusti se usassimo dei piccoli correttivi comportamentali in questo magma di iperconnessi.

Abbiamo provato a creare consapevolezza, a prendere coscienza di essere talmente pervasi dalla tecnologia e che siamo al punto di non ritorno. Abbiamo realizzato che l’end point, che è sempre con noi, è un grande aiuto, ma anche una condizione per la vita privata e personale, offre un livello di libertà elevato, libera tempo che possiamo spendere in altro modo, oppure semplicemente oziando. Abbiamo raccolto esperienze negative e positive di chi ha vinto ma anche di chi ha perso, ma non ha “perso” lo spirito di rimettersi in gioco. Infatti, come ci ha detto: “ho perso solo una partita, ma siccome il campionato dura una vita, sono ancora in gioco”. Abbiamo raccolto esperienze ed insegnamenti che nessuna scuola, nessun master può darci.

Per concludere abbiamo mangiato cibo e vino locale, particolari, autoctoni, dai sapori unici, l’abbiamo fatto guardando negli occhi le persone che abbiamo incontrato.  I tour non finiscono qui.

AS -