In un mercato smartphone dominato da dispositivi luccicanti, potenti, luminosi, magnetici e sempre più ricchi di funzionalità, non sorprende che il BlackBerry continui a essere un marchio dalla potente forza evocativa. Una forza che deriva dal suo passato glorioso e dalla sua reputazione, dall’avere sempre avuto un pubblico affezionato e fidelizzato, ma anche dal forte sentimento di nostalgia che lo sta accompagnando. 

Di questa nostalgia e di BlackBerry ho parlato con Ginevra Lago, co-autrice di un Blog (blackberryclic.com/) dedicato al noto marchio dell’azienda canadese che, dopo aver cambiato proprietà, è oggi focalizzata su servizi e soluzioni per la sicurezza (distribuiti in Italia da CleverMobile Distribution). 

La nostalgia è uno stato psichico, è il dolore del ritorno (dal greco νόστος - nostos, ritorno, e άλγος - algos, dolore), un’emozione forte, simile alla tristezza ma positiva, considerata da alcuni una vera e propria risorsa esistenziale. Come tale sostiene la percezione di un passato che può dare senso al presente, tenendo alto l’umore, rafforzando l’autostima e la vicinanza ad altre persone.  

Un senso al presente continua a darlo anche il BlackBerry (il primo 850  Inter@ctive Pager fu introdotto a settembre 1996  e in un anno fu acquistato da 400000 persone, il game changer  5810 arriva a marzo 2002), almeno a tutti coloro che hanno avuto l’occasione o la fortuna di sperimentarne la novità, la carica innovativa, la potenza e la personalità. Non è un caso che le reti di fan del BlackBerry continuino a essere attive e ad alimentare online la narrazione di un marchio che ha fatto la storia delle tecnologie dell’informazione, ma soprattutto la felicità (ormai datata) di moltissime persone. Oltre ad avere garantito efficienza, sicurezza e produttività a una miriade di aziende e organizzazioni. 

Chi partecipa a queste comunità continua ad amare di un amore ricambiato il marchio BlackBerry portandosi appresso, in compagnia di molti altri, una emozione psichica dalla quale non può e non vuole distaccarsi. Il rimanere collegato al marchio è un modo per rafforzare il legame con gli altri e per alimentare un benessere fisico e mentale. 

Creatrice di una di queste comunità BlackBerry è anche Ginevra Lago, docente universitaria e CEO di BlackBerryClic.com, un Blog nato da utenti BlackBerry per tutti coloro che continuano a mantenere vivo il loro collegamento al marchio e ad alimentarne online la nostalgia, il ricordo e forse la speranza di un suo ritorno. 

A Ginevra Lago ho proposto un’intervista finalizzata a restituire uno stato d’animo BlackBerry fatto di sensazioni, emozioni, luoghi e persone. Un salto nel passato con uno sguardo al presente e uno al futuro. 

Buongiorno Dott.ssa Lago, direi di iniziare raccontandoci qualcosa di lei e del suo amore per il marchio BlackBerry.

Buongiorno a lei, premetto che il mio staff, che ringrazio, mi ha supportato molto in questa intervista, noi facciamo gioco di squadra e mi ha fatto piacere conoscere il loro pensiero su certi argomenti che lei mi ha esposto, detto ciò possiamo raccontare ai suoi lettori come è iniziata la mia passione per BlackBerry, una storia simile a tante altre di chi, alcuni anni fa, si è avvicinato a questo Brand.

Nel lontano 2008, esattamente nel periodo natalizio, mio padre mi regalò il mitico BlackBerry Storm 9500. Egli già possessore di un dispositivo BlackBerry, i cosiddetti Smartphone Legacy, mi fece questo regalo poiché era full-touch, (in seguito poi ho amato anche i dispositivi Qwerty), e da quel momento si aprì un mondo davanti ai miei occhi, non avevo mai visto un dispositivo cosi particolare, ancora lo possiedo e me ne vanto, e da quel giorno è diventata la mia passione e il mio stile di vita. Una passione che non si è fermata all'acquisto dei device BlackBerry ma è andata oltre con la creazione di un sito dedicato al brand. Ma il motivo principale che mi ha spinto a creare BlackBerryClic.com è stata l'insoddisfazione che provavo nel leggere altri blog, in quel periodo sorsero come funghi, e come tali spariti, io volevo qualcosa in più, volevo dire le cose come sono, senza legarne l'esistenza ad un contatore di visite, e scelsi di non avere ne sponsor ne altro.

BBClic è un sito monotematico, ancora oggi non si parla altro che di BlackBerry, il secondo motivo è legato al primo, cioè la volontà di offrire un posto a tutti gli utenti BlackBerry, dove poter esprimere le proprie idee ed esperienze, sapendo che non c'è scopo di lucro, e oggi grazie a queste scelte siamo ancora qui per supportare BlackBerry.

Dare a qualcuno del nostalgico è spesso un modo per troncare una conversazione ma non significa nulla. Non bisogna neppure avere paura di essere nostalgici. La nostalgia non è solo legata ai ricordi, è uno stato d’animo, dolce e struggente, una emozione che non va repressa né sprecata ma alimentata. Tutta la storia BlackBerry sembra essere costruita ad arte per alimentare la nostalgia di qualcosa di perduto. Una perdita che ha avuto un impatto sull’identità, del marchio ma anche di chi lo ha utilizzato. Secondo lei qual era l’identità del BlackBerry, quale la sua personalità e perché aveva colpito così tante persone?

BlackBerry non è qualcosa di perduto.

La nostalgia che provo pensando a ciò che questo Brand ha rappresentato e rappresenta per me nasce dalle emozioni provate ogni qualvolta avevo, ed ho tra le mani, un dispositivo prodotto da un'azienda che ha creato non solo un marchio ma uno stile di vita, e che rende il possessore di un suo dispositivo, fiero e consapevole di ciò che ha tra le mani, la garanzia di "Sicurezza ed Affidabilità",  oltre ad uno strumento di lavoro insuperabile che permetteva e permette di gestire con estrema semplicità e sicurezza i documenti, le annotazioni, gli eventi calendarizzati, le presentazioni e le archiviazioni, mantenendo nella mobilità la CONTINUITA' di lavoro, anche su altri dispositivi. La posta e-mail, sicura e veloce, ha completato la magnificenza di un sistema volto alla produttività aziendale. I contenuti condivisi con altre piattaforme sono accessibili da altri dispositivi, senza essere mai esternalizzati.

Il BlackBerry come dispositivo non è scomparso dal mercato, anche se di esso mantiene una fetta praticamente irrilevante, dello zero virgola. Una realtà che è alla base del cambio di strategia dell’azienda BlackBerry, ormai da tempo (2013) focalizzata con successo sul software e sulle soluzioni per la sicurezza. Il confronto con altri marchi di smartphone è stato perso principalmente sul fronte delle APP, forse anche del sistema operativo. Secondo lei quali erano (sono) le caratteristiche del BlackBerry che lo differenzia(va)no dalle piattaforme vincenti attuali?

Di questo argomento se nè è parlato tantissimo, lo store BlackBerry World era per noi un vanto, oltre alla garanzia di sicurezza, le applicazioni dello store erano certificate dall'azienda e dovevano avere i requisiti richiesti altrimenti non venivano rilasciate. Credo che BlackBerry abbia creato il miglior sistema operativo, l'OS10, e credo anche che abbia sbagliato il momento del lancio.

Il tempo, l'attimo sono fasi importantissime per un'azienda nel settore delle comunicazioni, dove se arrivi 5 minuti dopo hai altre aziende che sono arrivate 5 minuti prima, e non riesci più a recuperare a meno che tu non abbia i mezzi, le idee, le risorse per farlo. BlackBerry è arrivata 5 minuti dopo e lo ha fatto con un sistema acerbo, giovane non ancora pronto a tuffarsi tra la folla, e ne hanno giovato Apple e Google con iOS ed Android. BB10 non ha nulla da invidiare agli altri due sistemi operativi, anzi, personalmente lo trovo più completo e versatile più sicuro e stabile di qualsiasi altro OS.

BlackBerry vendeva perché ha creato innovazione, senso, tecnologia, smartphone pensati per l'utente non per il solo scopo di guadagnare, l'impressione è che in BlackBerry forse ci sono arrivati per caso a capire cosa volesse l'utente, e una volta capito si sono fermati, ma non è così. Qualcuno 5 minuti prima aveva capito che serviva velocità, innovazione, servivano le apps, e per migliorare ciò che avevano creato con un software capace di fare tutto richiedeva molte risorse, sviluppo. BlackBerry né è capace eccome ma le scelte della società degli ultimi anni, discutibili o no, hanno preso una strada diversa, quella Android, integrando le proprie applicazione in un altro store, quello di Google, pur mantenendo comunque gli standard di sicurezza e affidabilità che fanno la differenza, in pratica un dispositivo che ha lo stesso sistema operativo degli altri ma non è come gli altri. 

Cosa ha significato il passaggio ad Android e in cosa è cambiato BlackBerry con la possibilità di usare le applicazioni dello store di Google? La decisione dell’azienda è stata vissuta da molti affezionati al marchio BlackBerry come un tradimento. Un sentimento che ha alimentato la nostalgia e contribuito forse a danneggiare ulteriormente le sorti commerciali del dispositivo nel mercato facendone crollare ulteriormente le vendite. Non sarebbe (stato) meglio prendere atto della realtà e accettare la novità come espressione di una strategia di cambiamento positivo?

Il passaggio ad Android è figlio di quelle scelte societarie di cui abbiamo parlato prima, tutti noi eravamo consapevoli che queste decisioni ci avrebbero dato la possibilità di accedere allo store di Google, e la possibilità di usare quelle applicazioni che il nostro store, di lì a breve, non ci avrebbe più offerto.

Per quanto riguarda il tradimento di cui lei parla ci terrei a chiarire che la community BlackBerry è una delle più coese che esista, pur non condividendo certe decisioni le abbiamo accettate e ci siamo uniti, come nostra consuetudine, intorno all'azienda, forti del fatto che questa avrebbe tutelato la nostra Privacy e Sicurezza, chi lo considera un tradimento non ha creduto e non crede in BlackBerry, ma penso anche che l'azienda non abbia cavalcato l'onda del successo ottenuto negli anni 2010/13, in quel periodo si era ad un bivio e bisognava scegliere la strada da percorre, oggi conosciamo tutti quale è stata quella scelta da BlackBerry.

Nel 2018 la nostalgia è diventata componente forte di una strategia della nuova BlackBerry per rilanciare il passato glorioso del suo marchio storico. Anche se non li produce più, BlackBerry ha puntato sulla sicurezza e sulla privacy per dare un senso alla nostalgia e ricordare al mercato che si può anche rinunciare a lustrini e schermi magici in cambio di maggiore semplicità, di messaggi sicuri, di e-mail sicure e di rispetto per la privacy. Un modo semplice ma efficace per ricordare i modelli del passato e le loro caratteristiche di sicurezza. Operazioni nostalgiche sono state fatte in passato anche da Nokia (il ritorno del 3310) ma con scarso successo. Perché potrebbe funzionare quella di BlackBerry? Possono la sicurezza e la privacy essere motivazioni sufficienti per l’acquisto di un nuovo smartphone targato BlackBerry?

La sicurezza e la privacy sono da sempre il punto di forza della società, da quando è stata fondata nel lontano 7 marzo 1984, Waterloo, Canada. La scelta di un utente cadeva sui suoi dispositivi per questi motivi oltre allo stile che ha sempre contraddisto il marchio, ma anche per la possibilità di avere un dispositivo che offre una tastiera qwerty brevettata, che in molti invano hanno cercato di imitare.

Chi sceglie BlackBerry oggi è lo stesso che ha scelto BlackBerry in passato, la fiducia nel Brand è rimasta illesa, considerando anche la componente affettiva, la passione che questo brand riesce a far nascere e crescere nei suoi utenti è una passione che spingerebbe sicuramente all'acquisto, aggiunto a tutto ciò che oggi può offrire sotto l'aspetto hardware e software, ma l'azienda deve crederci ed investire nel marketing per i clienti consumer, e produrre o far produrre nuovi dispositivi, con un ampia scelta tra qwerty e full-touch, altrimenti la sua domanda non avrebbe nessuna risposta. BlackBerry non può non pensare all'utenza consumer.

Per alcuni scegliere BlackBerry è conveniente. I prezzi sono bassi e la qualità che si riceve in cambio è comunque elevata. Ma quali potrebbero essere secondo lei le vere motivazioni all’acquisto di un dispositivo che ha fatto la storia ma è considerato da molti come estinto? Che senso ha acquistare un BlackBerry e qual è il suo vero valore aggiunto, oltre alla nostalgia? Proporrebbe mai un ritorno al BlackBerry Classic? Sicurezza, personalizzazione, tastiera fisica con il mitico tasto Alt e che impedisce di sbagliare tasti, display touch, poche APP, quelle che servono, produttività, sono elementi sufficienti a motivare un acquisto? O ci sono altre priorità?

Lei non ci crederà ma per me, come per molti, un BlackBerry non ha età.

Ultimamente il mercato offre molti dispositivi considerati obsoleti, un ritorno alla semplicità, perché dovrebbe dispiacermi, un tuffo nel passato, quanto più così glorioso come quello di BlackBerry?

Nel mio caso il mio dispositivo preferito è il Bold 9900 ed oggi un pò me lo ricorda il mio attuale dispositivo, il KeyTwo, la tastiera in particolare, e pensi parliamo di un dispositivo con BlackBerry OS 7,1, uno degli ultimi prima del lancio dell'OS BB10, e ci sono tantissimi possessori di dispositivi BlackBerry che hanno già un Classic, o uno Storm, o tanti altri nel proprio cassetto e li guardano con nostalgia, questa volta è la parola giusta nostalgia, io poi non parlerei di priorità ma di passione, che chi non ha mai avuto un BlackBerry non può capire, e in special modo oggi.

Lo smartphone, per dirla con il filosofo Maurizio Ferraris è un dispositivo usato più per scrivere che per telefonare. Il BlackBerry è nato per fare il telefono e così continua a esserlo, soprattutto per sostenere attività lavorative. Eppure oggi può essere usato anche per fare altro. Che cosa in particolare? Che cosa di diverso rispetto ad altri smartphone con altri marchi?

Un BlackBerry nasce per supportare il business a tutti i livelli, usato si per telefonare, ma la sua dote principale resta ancora oggi la velocità nello svolgere qualsiasi attività, dalla banale telefonata (la ricerca di un contatto in rubrica) all’invio di una e-mail.

Oggi con l’integrazione di strumenti come Word o Excel un BlackBerry diventa un piccolo PC portatile, potrà dirmi “ beh anche gli altri smartphone possono avere word ed excel” vero, ma non è possibile provare a fare con una tastiera virtuale quello che si può fare con una tastiera fisica BlackBerry, inoltre la gestione del dispositivo è molto più articolata, chi ha un dispositivo BlackBerry con OS Android ha a disposizione la Suite BlackBerry HUB+ che contiene tutte le applicazioni garantite da BlackBerry, disponibile nel Play Store anche per altri dispositivi, con un piccolo abbonamento, l'hub ti permette di gestire veramente tutto in pochi passaggi, la provi a questo indirizzo

Oggi si parla molto dell’importanza della User Experience. Qual è secondo lei quella con il marchio BlackBerry? E’ costruita sulla nostalgia o sulla diversità e sull’efficienza? Anche per scrivere grazie a una tastiera fisica straordinaria che permette di farlo anche con una mano sola?

Io non escluderei la componente nostalgica da quella della diversità ed efficienza. Chi ha acquistato un BlackBerry difficilmente apprezza altri brand, sarò ripetitiva ma la qualità dei prodotti, la scelta dei materiali e la cura dei particolari fanno la differenza, se aggiungiamo poi la tastiera, e tutto ciò che permette di gestire sia il tuo lavoro che la tua vita privata, oltre la diversità, l'efficienza e la nostalgia, abbiamo tutti gli  ingredienti di un BlackBerry.

Per quanto riguarda l'User Experience, quella del BlackBerry è tale se le persone provano, tentano, vivono qualcosa. Quindi, quando vengono attivamente coinvolti (volontariamente o loro malgrado) nella fruizione di qualcosa, e chi più di un utente BlackBerry consumer può offrire la propria esperienza a servizio di un'azienda come BlackBerry, purché questa ne faccia buon uso in futuro, come  in passato.

BlackBerry come dispositivo ha perso la battaglia ma non è ancora stato ancora sconfitto. Ha deciso di non arrendersi e con TLC Communications, l’azienda che dal 2016 ne cura la produzione, continua a portare sul mercato nuovi modelli (nel 2018 sono stati due). I nuovi dispositivi si presentano moderni ma con in più il vantaggio della sicurezza e della protezione efficace della privacy. Ci può raccontare cosa pensa degli ultimi BlackBerry e illustrarne alcune novità e caratteristiche?

TCL è l'azienda che ad oggi ha prodotto le diverse varianti dei Key, One e Two, con tastiera fisica, il Motion e l'Evolve che invece sono full-touch, non sappiamo se in futuro la stessa azienda produrrà i nuovi dispositivi marchiati BlackBerry.

Intanto quelli lanciati hanno le caratteristiche che abbiamo elencato, sono dispositivi prodotti da TCL ma sotto la supervisione di BlackBerry, sia per quanto riguarda l'hardware che il software, i dispositivi quindi non presentano differenze rispetto a quelli degli anni precedenti tranne per il software che non è proprietario. Il BlackBerry Priv fu l'ultimo prodotto e lanciato dalla casa madre, e non ho notato differenze con i successivi lanciati invece da TCL.

Al termine di questa chiacchierata, vuole aggiungere qualcosa di diverso sul marchio BlackBerry e/o sulla Marca BlackBerry, oggi concentrata su argomenti e temi, come quelli della sicurezza, che hanno da sempre fatto la storia anche dei dispositivi hardware BlackBerry?

Vorrei aggiungere che oggi le banche giorno dopo giorno si concentrano di più sui servizi online o su quella denominata fintech e è su questa trasformazione di mercato che BlackBerry potrebbe mirare sulla sicurezza offendo servizi bancari. Nella tecnofinanza o fintech si utilizza la tecnologia per le applicazioni mobile per pagamenti, trasferimenti di denaro, blockchain, criptovalute, ecc. ma non solo, anche su software complessi come per l’intelligenza artificiale e la big data.

In questo settore ci sono infinità di dati sensibili e se BlackBerry puntasse anche su questo campo farebbe non solo una gran affare, ma offrirebbe una maggiore fiducia sulle istituzioni bancarie che usino i suoi software e ovviamente per chi si appoggia sui loro hardware. Il sistema operativo che applica BlackBerry sui suoi dispositivi deve mantenere un livello di sicurezza tale che potrebbe essere capace anche di allertare qualsiasi possibilità di frode o di sensibilità sulle credenziali o dati che si forniscono nel settore della banca online.

A mio parere BlackBerry è attualmente un azienda che ha un potenziale altissimo in ogni settore, una garanzia di sicurezza e privacy per tante aziende, è storia certificata quanti passi avanti ha fatto in questo settore, ma non deve fare l'errore di escludere una componente a favore di un altra, BlackBerry deve essere Business, e Consumer, può farlo e deve crederci come ci crede la sua utenza. 

Per concludere 

Nel ringraziare la Dott.ssa Lago per avermi concesso questa intervista, riprendo il concetto iniziale della nostalgia per ricordarne la carica positiva, il ruolo da essa giocato sulla memoria e sull’esperienza del tempo (recupero del passato), sulla sua capacità di creare senso, rompere l’indifferenza e il conformismo che spesso generano passioni negative.  Difficile elaborare oltre il concetto della nostalgia collegato a un semplice oggetto come il BlackBerry, ma il fatto che esso sia capace di fornirvi alimento è un tratto caratteristico che solo pochi altri dispositivi tecnologici hanno. All’orizzonte non c’è solo il marchio iPhone ma anche quello BlackBerry non è poi messo così male. Il marchio! 

Nel lontano 2005 Maurizio Ferraris pubblicava il suo libro Dove sei? Ontologia del telefonino. In esso scriveva “[…] il telefonino concentra tutto: intenzioni e intuizioni, scrittura e immagini, affetti, comunicazioni strumentali, ecc. In un certo senso, è un caso di serendipity, di fortuna sfacciata nell’imbattersi in cose importantissime cercandone altre”. E se anche per il BlackBerry, oltre che di nostagia, fosse una questione di serendipity?